Riflessoterapia: 4 cose vere e 4 false

Elisa Antinoro

8/3/20261 min read

VERO: è una pratica complementare. Affianca la medicina e le terapie in corso, senza

sostituirle.

VERO: la seduta è pensata per rilassare. La pressione si adatta a chi la riceve e non deve far

male: se qualcosa dà fastidio, basta dirlo.

VERO: si lavora su punti riflessi. Con la digitopressione su piedi, mani e, a volte, orecchie e

viso, secondo i principi del metodo.

VERO: ogni percorso è personale. Si parte da un colloquio e la seduta, di circa 60 minuti,

viene costruita su misura.

4 cose false

FALSO: cura le malattie. Non è una cura e non sostituisce le terapie prescritte.

FALSO: più fa male, più funziona. Il dolore non è un segnale di efficacia: la pressione

dovrebbe restare tollerabile.

FALSO: si può fare diagnosi toccando il piede. Il falso mito della"diagnosi": alcuni operatori

sostengono di poter diagnosticare malattie o disfunzioni organiche semplicemente toccando

il piede. In realtà la riflessoterapia non è uno strumento diagnostico: la diagnosi spetta al

medico.

FALSO: dà gli stessi risultati a tutti, in poche sedute. L'esperienza è individuale e non si può

prevedere né l'effetto né il numero di sedute.

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